Ciao a tutti,
oggi mi concedo un piccolo spazio personale nel blog, siccome il 28/3/2011 nasceva filManga Blog e dunque è ormai passato un anno da quando mi sono voluto buttare in questa esperienza.
Sono partito da zero, consapevole di dare e fare il massimo, anche spinto dalla mia grande passione.
Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che collaborano direttamente o indirettamente a questo blog, ed in particolar modo a Kyoko ad Alessandro Mazza e a Machi, che più di tutti mi hanno aiutato a portare avanti un progetto così impegnativo, visti gli obbiettivi che col passare del tempo ho deciso di pormi.
In quest'anno siamo riusciti a darvi ogni giorno news in assoluta anteprima dal Giappone, oltre a tantissime curiosità, abbiamo cercato di avvicinare il mondo dei mangaka ai nostri lettori, abbiamo fatto concorsi con premi che nessuno si sognerebbe di mettere in palio, abbiamo creato nuove rubriche (ed in questo devo ringraziare Alessandro Mazza che si occupa della parte film/telefilm del blog) ed infine abbiamo creato la prima rubrica di satira sul mondo dell'editoria fumettistica italiana, ed in questo devo ringraziare Machi che ha reso possibile la creazione, non solo in senso metaforico, di questo ambizioso progetto.
Spero di veder crescere ancora il nostro blog, anche perchè nel mondo delle recensioni, che vede da una parte i grandi siti del settore e dall'altra il popolo dei video recensori, noi continueremo con grande orgoglio a considerare le nostre le migliori e le più obbiettive, ma soprattutto, di certo, mai influenzate o influenzabili.
Infine il ringraziamento più grande va a tutti i nostri lettori, fan del Blog, di Facebook, di Twitter e di youtube perchè è solo grazie a voi, che ci dimostrare grande affetto, che noi possiamo dare il meglio.
Un grazie sincero
venerdì 30 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Satirik #7
Ciao a tutti,
oggi torniamo con la prima, ed unicamente inimitabile, rubrica di satira dedicata all'editoria fumettestica italiana; siamo molto felici di notare che in questo periodo stanno comparendo sulle bacheche delle case editrici tanti ironici lavori.
Ci occupiamo di Star Comics ed in particolare della scarsa inventiva nel giustificare il misterioso esaurimento di alcuni albi di Dragon Ball Perfect Edition.
Volendo reitepretare la favola di Esopo, è difficile credere che questi albi siano davvero esauriti dopo che per anni si è sempre parlato di Star Comics come la casa editrice dagli albi ineasuribili.
oggi torniamo con la prima, ed unicamente inimitabile, rubrica di satira dedicata all'editoria fumettestica italiana; siamo molto felici di notare che in questo periodo stanno comparendo sulle bacheche delle case editrici tanti ironici lavori.
Ci occupiamo di Star Comics ed in particolare della scarsa inventiva nel giustificare il misterioso esaurimento di alcuni albi di Dragon Ball Perfect Edition.
Volendo reitepretare la favola di Esopo, è difficile credere che questi albi siano davvero esauriti dopo che per anni si è sempre parlato di Star Comics come la casa editrice dagli albi ineasuribili.
L'attacco dei Giganti
Ciao a tutti,
oggi andiamo a parlare di una novità manga che ha scatenato grandi dibattiti tra gli appassionati.
Parliamo de L'attacco dei Giganti di Hajime Isayama; l'autore, classe 1986, in passato ha frequentato il Kyushu Designer Gakuin College nel dipartimento manga, nel 2006 menzione d'onore per L'attacco dei Giganti, altra menzione d'onore nel 2008 per Heart Break One.
In Giappone è pubblicato da Kodansha sulla rivista Bessatsu Shonen Magazine a partire da ottobre 2010; attualmente sono stati pubblicati sei volumi, l'ultimo uscito a dicembre 2011, mentre il volume sette è previsto per aprile 2012.
Nel 2011 ha vinto nella categoria Shonen il Kodansha Manga Award; tutto questo successo ha dato vita a moltissimi progetti intorno a quest'opera, tra cui un live-action previsto per l'autunno 2013 diretto da Testuya Nakashima, mentre ancora più recentemente è stato annunciato che sul numero 9 di Bessateu Shonen Magazine debutterà uno spinn-off della serie, una commedia con i protagonisti del manga studenti di scuola media.
In Italia è pubblicato da Planet Manga a partire da marzo 2012; l'edizone è 11,5x17,5, 200 pagine in b/n a 3,90 euro.
Un grande manga meriterebbe una grande edizione, o almeno decente, ma purtroppo in questo caso non è così: oltre all'assenza di pagine a colori e alle onomatopee non tradotte, moltissimi degli albi visionati presentano svariati difetti, tra cui carta ondulata, la rilegatura scricchiolante e la copertina leggermente più piccola rispetto alle pagine.
In questo senso c'è una forte eterogeneità nell'integrità dei volumi; di seguito potete visionarne uno in cui non c'è allineamento delle pagine e la copertina risulta più piccola rispetto al volume.
Passiamo alla trama: in un mondo pseudo reale, la razza umana fu decimata da esseri dall'aspetto umanoide alti 15 metri, dall'origine sconosciuta e famelici di carne umana: i giganti.
I pochi uomini sopravvissuti costruirono città fortificate da mura concentriche alte oltre cinquanta metri, di modo tale da poter essere immuni agli attacchi dei giganti che vagavano per il mondo.
Da quel giorno di cento anni fa più nessun attacco sconvolse il genere umano, che iniziò a sentirsi al sicuro e di conseguenza ad abbassare la guardia; un giorno, un gigante di oltre cinquanta metri fa la sua coparsa all'improvviso, dal nulla, aprendo brecce nelle mura e permettendo ai giganti più piccoli di entrare, costringendo così gli esseri umani a passare nella zona più interna delle mura, protetta dal Wall Rose.
Eren e Misaka, fratellastri, si arruoleranno nell'esercito per difendere il genere umano dalla minaccia dei giganti, cercando così di passare da prede a predatori, tutto grazie all'armamento 3D, una particolare tecnica di combattimento che consente al soldato di muoversi a 360° in aria.
Davide contro Golia: l'umanità riuscirà a giganteggiare i giganti?
Andiamo a trattare uno per volta i temi di dibattito di cui abbiamo accennato poco sopra, ed iniziamo con il genere.
Il manga è pubblicato su una rivista Shonen, ma a causa della trama molto cruda, oltre che a molte scene decisamente violente, numerosi lettori italiani si sono chiesti se non fosse più adatto ad un genere Seinen. Purtroppo tutti coloro che hanno fatto questo ragionamento, avranno associato al termine "Shonen", manga quali Naruto, One Piece e tanti altri che hanno in comune il magazine "Weekly Shonen Jump", di casa Shueshia.
Questi seguono un percorso comune di stile, di tematiche e di impostazione, ed infatti attraverso alcune ricerche abbiamo trovato numerose conferme del fatto secondo cui Isayama propose a Shueshia L'attacco dei Giganti, ma l'opera fu respinta perché non seguiva i canoni richiesti (si dice addirittura che la Shueshia abbia cercato di scendere a compromessi con l'auotre, che però non accettò e dunque l'opera finì in Kodansha).
Dunque questo manga non è uno shonen insolito, ma uno shonen "non Shueshia", che dunque può essere più violento e senza tutti i clichè tipici della casa editrice di Dragon Ball, ma pur sempre Shonen.
In ogni caso i temi classici del genere, quali l'amicizia, i combattimenti e lo sfidare un nemico sono capisaldi anche di questo manga, ma l'assenza di una linea guida precisa permette all'autore di uscire dai canoni impostati negli anni intorno al termine "Shonen" e in questo senso la storia ne beneficia ampiamente.
Analizzando la trama si può notare sin da subito molte delle intenzioni dell'autore, che con grande maestria riesce a catturare l'attenzione del lettore, non solo grazie alle numerose scene d'azione, ma anche con diversi espedienti: il primo è l'uso dei flash back e del misterioso passato di Eren, il secondo è ovviamente il tema principale, ossia i giganti.
Il successo dell'opera è da riscontrarsi proprio in questi due aspetti, infatti l'autore utilizza un tema molto noto nella letteratura, quello dei giganti, reinterpretandolo e creando una trama accattivante, che "costringe" il lettore a proseguire nella lettura perché incuriosito dai numerosi misteri che aleggiano intorno alla nascita, alla natura e all'obbiettivo di questi mostri dall'espetto umanoide.
I Flash Back, che saranno certamente un caposaldo dell'opera, permettono di conoscere e approfondire molti aspetti della storia e dei personaggi.
Il volume scorre rapidissimo, con pochi momenti di comicità e una narrazione molto concreta, che in questo primo volume punta quasi esclusivamente a piantare le basi dell'opera.
Infine, essendo uno Shonen, è doveroso parlare delle scene d'azione e Isayama anche in questo caso reiterpreta i combattimenti classici, adattandoli alla mole dell'avversario: l'armamamento 3D, una serie di corde e ganci, permette scontri spettacolari e coinvolgenti contro avversari apparentemente imbattibili.
Passiamo ora allo stile grafico dell'opera, anche questo vittima di numerose critiche, ed in effetti risulta troppo abbozzato e ricco di difetti; i più evidenti sono l'assenza degli sfondi, troppe volte, sia in campo aperto che in vignette più circoscritte, viene sfruttato lo sfondo sfumato oppure un'impreciso palliativo che appare soltanto un riempimento senza significato.
L'omogeneità dei disegni è quasi inesistente nei primi capitoli, ma soprattutto alcuni particolari sembrano disegnati senza troppa cura: le mani e i volti in questo senso presentano i problemi maggiori.I motivi di tutto questo potrebbero essere vari, ma forse quello più semplice risulta essere quello corretto: è poco avvezzo all'arte del disegno.
In questo caso c'è poco da fare, ma non credo sia del tutto così siccome alcune tavole sono ben curate, anche se sono presenti alcuni difetti soprattutto nelle proporzioni e negli sfondi, inoltre c'è un buon miglioramento andando avanti nei capitoli.
Una critica andrebbe mossa anche agli assistenti e agli sfondi di cui parlavamo poco sopra, siccome saranno opera loro.
In conclusione L'attacco dei Giganti è certamente un'opera da provare, anche perché i manga che creano le più grandi discussioni tra gli appassionati sono spesso i migliori.
Una trama coinvolgente, misteriosa, cruda e ricca d'azione.
Per tutti i gusti.
a presto
martedì 13 marzo 2012
Satirik #6
Ciao a tutti,
dopo una settimana di pausa torniamo con la satira ed in particolare torniamo a parlare di Planet Manga.
Tutti avrete sentito della rettifica di Panini in merito alla pubblicazione di Pandora Hearts, annunciato a Lucca e previsto per aprile ma smentito a meno di un mese dalla pubblicazione.
Concedeteci di dare un piccolo consiglio a Planet Manga: i lettori non criticano il fatto che la serie non sarà pubblicata, è legittimo che possano esserci disguidi, soltanto sarebbe corretto, in questo caso in particolare, dare anche qualche spiegazione piuttosto che informarci di rimanere sintonizzati per le prossime news.
Detto questo veniamo alla nuova vignetta: sarebbe stato troppo banale parlare in maniera diretta di questa triste vicenda targata Panini, dunque rifacendoci al titolo del manga abbiamo pensato a un parallelismo, siccome nella mitologia Pandora fu creata per punire il genere umano da Zeus, pensando a quello che Panini fa passare ai lettori italiani...continuate a leggere.
Condividete la satira.
Tutti avrete sentito della rettifica di Panini in merito alla pubblicazione di Pandora Hearts, annunciato a Lucca e previsto per aprile ma smentito a meno di un mese dalla pubblicazione.
Concedeteci di dare un piccolo consiglio a Planet Manga: i lettori non criticano il fatto che la serie non sarà pubblicata, è legittimo che possano esserci disguidi, soltanto sarebbe corretto, in questo caso in particolare, dare anche qualche spiegazione piuttosto che informarci di rimanere sintonizzati per le prossime news.
Detto questo veniamo alla nuova vignetta: sarebbe stato troppo banale parlare in maniera diretta di questa triste vicenda targata Panini, dunque rifacendoci al titolo del manga abbiamo pensato a un parallelismo, siccome nella mitologia Pandora fu creata per punire il genere umano da Zeus, pensando a quello che Panini fa passare ai lettori italiani...continuate a leggere.
Condividete la satira.

a presto
giovedì 1 marzo 2012
Satirik #5
Ciao a tutti,
questa nuova puntata di Satirik in principio doveva essere dedicata a Panini, ma per non scontentare nessuno abbiamo voluto dedicarla a un po' tutte le case editrici italiane di fumetti, anche a quelle che non compaiono in questa nuova vignetta disegnata splendidamente da Machi, che per certi aspetti si somigliano quasi tutte.
Condividete la satira.
Condividete la satira.

a presto
venerdì 24 febbraio 2012
Le Recensioni Numeriche: I Am a Hero 2-3-4
Ciao a tutti,
oggi andiamo ad analizzare gli ultimi tre volumi dell'opera horror di Kengo Hanazawa, edita in Italia da GP Publishing.
E' stato necessario attendere un po' per fare questa recensione, siccome era interessante capire a cosa puntasse l'autore, cioè se volesse creare un'opera totalmente Horror oppure un'opera Horror pretestuosa, con un fine molto diverso e cioè una critica alla società nipponica.
Dopo la lettura del quarto volume è assolumanente chiaro come la seconda ipotesi sia quella reale.
Hideo, dopo essere riuscito a sfuggire dalle grinfie della sua ragazza, si recherà allo studio dove lavorava come assistente, dove troverà una situazione molto simile a quella che si era tragicamente lasciato alle spalle: il suo Sensei e l'assistente Mi-chan colpiti dalla strana sindrome, mentre Mitani cerca la sua vendetta, ora che il suo vero carattere può esplodere senza freni inibitori.
Proprio quest'ultimo si ritroverà, poco dopo, tragicamente ucciso in una maniera del tutto inusuale.
Hideo, sempre più costretto a sfuggire, dopo un terribile viaggio in treno e in auto, troverà riparo in un luogo isolato, ma apparentemente sicuro: un bosco.
Qui conoscerà Hiromi Hayakari, una studentessa liceale con la quale riuscirà a sfuggire dai pericoli del bosco, ma per loro due i rischi non finiscono mai e solo il loro essere eroi gli potrà salvare.
Se è vero che Hideo non ha mai il tempo per poter pensare "Cosa sta accadendo?" è anche vero che nella scena del treno, alla fine del secondo volume e all'inizio del terzo, ci viene mostrato un episodio paradossale: un mostro entra nella carrozza aggredendo un viaggiatore.
Nessuno fa niente e nessuno si sconvolge che un uomo sanguinante aggredisca un altro; questa visione, pensando al manga come un mezzo di critica alla società, ci fa pensare a un popolo giapponese incapace di prestare la minima attenzione a ciò che gli succede intorno ed inoltre incapace di preoccuparsi di qualcosa che non gli appartiene, anche se gli capita a pochi metri di distanza; inoltre nessuno sembra essere cosciente di quello che sta accadendo.
Questa è l'unica spiegazione logica di un evento così paradossole, perchè altrimenti sarebbe tutto sin troppo assurdo, anche per un'opera di fantasia.
Un altro punto fondamentale sono i monologhi di Hideo, che spaziano a tutto tondo, oltre ad avere una doppia valenza: la prima ci fornisce l'impressione che il ragazzo sia al di fuori della realtà, anche a causa delle sue visioni, ma forse è proprio questo suo insolito carattere a renderlo cosciente di ciò che accade, pur cercando di negarlo, fingendo che tutto sia normale. La frase pronunciata da Hiromi "Sono sollevata che esistano anche adulti così" nei confronti di Hideo è un chiaro segnale di utilizzare il protagonista come alter ego della società.
La seconda è l'utilizzo del protagonista come mezzo trasmetterci numerose opinioni su temi, assolutamente diversi, ma tutti con un denomitaore comune: i rapporti personali e la vita umana, cercando di uscire dalla banalità e dall'ideale comune.
Nelle ultime pagine del quarto volume, con il messaggio del governo, diventa chiarissima la critica dell'autore, con il testo cancellato, abbozzato sia nei concetti che nei numeri; un governo incapace di affrontare e rendersi conto della reale portata dell'evento che si sta scatenando.
Quattro volumi sono un buon numero per iniziare a tirate le somme di un manga, ma in I Am a Hero, dopo il primo elettrizante numero, sembra che la storia tenda a un'eccessiva lentezza; tutto sommato accade davvero pochissimo per quanto riguarda l'evolversi della storia; anche l'introduzione di Hiromi è solo parziale, siccome non viene minimamente analizzato il suo carattere, a differenza di quello di Hideo che è al centro di tutta l'opera.
I volumi sono ricchissimi di tavole estremamente curate, ma a livello di storia non si ha nessun passo avanti: numerose scene d'azione e monologhi sembrano quasi farci dimenticare del reale evento di cui sono protagonisti i due giovani.
In questo senso, per lo stile molto compassato, I Am a Hero ricorda molto le pellicole Horror nipponiche, con la differenza che in un manga è molto più difficile mantenere l'attenzione del lettore e la tensione generale dell'opera.
Speriamo che nei prossimi volumi anche la trama possa tornare protagonista.
Una nota molto positiva è il miglioramento dei retini: l'effetto moirè è quasi del tutto assente nel quarto volume, dove rimane solo qualche lieve traccia.
Per quanto riguarda la componente grafica, il manga rimane per tutti gli albi molto bello, con tavole ricche di particolari, crude e mai banali, dimostrando lo straordinario talento di Hanzawa.
Sicuramente è uno stile adattissimo per il genere dell'opera che richiede numerose scene cruente e ricche d'azione, ma l'auotre non si limita a questo e aggiunge sempre inquadrature insolite e la scansione di un singolo evento in una tavola divisa, come un negativo di una pellicola fotografica.
a presto
mercoledì 22 febbraio 2012
Satirik #4
Ciao a tutti,
eccoci al quarto appuntamento con Satirik; oggi ci dedichiamo alla casa editrice della stella.
Devo dire che che le case editrici italiane sembrano quasi volerci aiutare nel nostro lavoro e non possiamo che ringraziarle in questo senso.
Settimana prossima torneremo a parlare di Panini, dunque rimanete collegati.
Condividete la satira.
Devo dire che che le case editrici italiane sembrano quasi volerci aiutare nel nostro lavoro e non possiamo che ringraziarle in questo senso.
Settimana prossima torneremo a parlare di Panini, dunque rimanete collegati.
Condividete la satira.
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