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mercoledì 7 dicembre 2011

Beshari Gurashi - I Re della Risata


Ciao a tutti,oggi andiamo a parlare della nuova opera di Masanori Morita (Rookies): Beshari Gurashi, I Re della Risata.
L'opera, in Giappone, è edita da Shueshia, a partire dal 2005 sulla rivista Weekly Shonen Jump, poi trasferita sulla rivista Seinen Weekly Young Jump, dal 2007. L'opera, ancora in corso, consta di 13 volumi, l'ultimo dei quali uscito il 18/11/11.
In Italia è pubblicato da Ronin Manga in un volume 13X18, 256 pagine a colori e b/n con sovracoperta, al prezzo di 7,90 €.
L'edizione italiana è buona, molto flessibile e robusta, ma tutto sommato i quasi otto euro per una carta molto trasparente e le onomatopee non tradotte faranno storcere qualche naso.
 

Veniamo alla trama: Keisuke Agastuma è un giovane liceale, molto stravagante, che vive per far ridere il prossimo. Conduce, con alcuni suoi compagni, un programma radiofonico nella sua scuola durante le ore di pranzo e per tutti è in assoluto la persona più comica e divertente di tutto il liceo.
Keisuke vive la sua comicità come una vera e propria sfida, giudicando coloro che possono mettere a repentaglio il suo titolo di "Re della risata", come dei veri e propri nemici da combattere a suon di battute e situazioni comiche, che a nessuno verrebbero in mente.
Tuttavia per lui le cose inizieranno a rendersi difficili quando, nella sua stessa classe, si trasferirà Jun Tsujimoto, un'ex comico originario del Kansai, che metterà a dura prova Agastuma: per lui sarà una nuova sfida per essere il migliore, per Jun l'occasione di formare un'incredibile coppia comica.


Beshari Gurashi è sicuramente un'opera molto particolare; negli ultimi anni di manga molto originali ne sono arrivati di diversi, Bakuman e Uchu Kyodai ad esempio, ma dovremmo anche ricordarci in futuro di questa nuova opera di Morita.
Questo primo volume, molto introduttivo, da subito l'idea di poter portare avanti una trama per nulla scontata, con molte strade percorribili, potenzialmente non solo incentrate sull'ironia, che tuttavia suppongo sarà sempre la punta di diamante di questo manga che però cela anche lati più celati come tra poco vedremo.
Uno dei principali punti interrogativi che aleggiavano intorno a quest'opera erano le battute, che si pensava fossero molto incentrate su vicende di vita quotidiana giapponese, dunque difficilmente comprensibili per noi; tutto sommato questo problema c'è stato solo per alcune di esse, con personaggi o programmi tipicamente giapponesi, mentre in altre qualche sorriso viene strappato al lettore, ma non a crepapelle come per i personaggi del manga, anche perché alcune sono esageratamente forzate.
Un problema da evidenziare è la resa del dialetto Kansai, un dialetto giapponese molto utilizzato dai comici e fondamentalmente non reso in nessuna maniera nell'opera italiana; possiamo solo immaginare che Jun parli con un accento che per i giapponesi risulta comico, ma noi non abbiamo nessuna idea di come possa essere, dunque un'idea poteva essere di far parlare l'ex comico con un italiano un po' particolare per trasmettere al lettore la sensazione di una parlata diversa, tuttavia il chiarimento su questa scelta di adattamento ci giunge proprio da Ronin Manga: E' impossibile rendere in italiano i dialetti di altre lingue senza rischiare di cadere nel ridicolo. L'abbiamo fatto in passato, ma solo con fumetti umoristici (Dottor Slump, per esempio) dove ambientazione e personaggi permettono di spingere l'adattamento fino al limite: in quei casi, cioè, in cui la gag è basata sul fatto che il personaggio "parla" in dialetto, e non sul fatto che "fa battute" in dialetto. BESHARI GURASHI è tutt'altro che un serial umoristico (nonostante i protagonisti siano aspiranti comici), anzi, tocca vette drammatiche non indifferenti, quindi abbiamo preferito evitare i soliti sistemi in cui vengono resi i dialetti stranieri, ovvero sgrammaticature, pseudo-slang o (peggio) l'utilizzo di dialetti italiani. Il coprotagonista di BESHARI GURASHI (Jun Tsujimoto) ha l'accento di Osaka (tipico di molti comici giapponesi), e gli altri personaggi di Tokyo lo riconoscono come tale, ma questo non influisce in alcun modo sulla storia o sulla sua comprensione: proprio come il non udire la musica, non influisce in alcun modo sulla lettura di un manga come WOODSTOCK. Il focus di BESHARI GURASHI è tutto la vita di Keisuke Agatsuma, un 'buffoncello scolastico' che per una serie di ragioni decide di diventare comico professionista, e che si scontra all'improvviso con le mille difficoltà di un mestiere che, all'apparenza del pubblico, sembra tutto uno scherzo. BESHARI GURASHI è il "F-Motori in pista" o il "Rocky Joe" del mondo dello spettacolo dei cosiddetti 'stand up comedians'. L'autore, Masanori Morita, si concentra su questo, e noi abbiamo tutta l'intenzione di fare altrettanto, senza spostare l'attenzione dei lettori su fattori di contorno.
Grazie per il bellissimo spunto di discussione, e buona lettura!"


Come sottolineato prima è necessario essere onesti e affermare che Beshari Gurashi, per questo primo volume, è un buonissimo manga per le potenzialità della trama, ma non certo per la comicità, alla quale viene però data troppa importanza: l'autore fa di tutto per mettere Keisuke nelle situazioni più complicate, con aspiranti comici della sua scuola, con quest'ultimo costretto ad inventare ogni volta assurde gag per strappare l'ultimo sorriso ai suoi compagni, coprotagonisti a metà, quasi più tifosi, come in una squadra, come in Rookies.
Le due opere, seppur molto diverse per certi versi, stilisticamente non risultano così distanti ed anche per questo Beshari Gurashi non è un manga da giudicare solo ed esclusivamente per la qualità delle battute, ma anche per il clima e il carisma dei suoi comici che, come in una squadra di baseball, vi faranno appassionare e tifare per la loro vittoria.
Come segnalato poco sopra dalla stessa casa editrice, Beshari Gurashi non è da inquadrare come un semplice manga comico e allargando il campo si possono già intuire, in questo primo albo, le numerose pieghe che l'opera può intraprendere, creando un'opera slice of life estremamente accattivante.
E' giusto il caso di dire che la trama non fa il manga.


Passiamo alla parte grafica dicendo che lo stile di Morita è un po' sprecato, siccome questa nuova opera non è certo una di quelle che mettono a dura prova l'autore con scene d'azione o tavole molto ricche, dunque è difficile giudicare in questa occasione (senza pensare a Rookies) lo stile di Morita in quest'opera.
Sicuramente è presente la grande ricchezza delle tavole, sempre colme di particolari, oltre alla più grande capacità di Morita, ossia il fortissimo realismo che riesce a far trasmettere ai suoi personaggi, con l'espressione, i movimenti e gli atteggiamenti.


In conclusione, come già sottolineato, l'opera è sicuramente da consigliare ai fan di Morita e da tenere sotto controllo, per tutti coloro che hanno trovato anche solo in parte interessante questo primo volume, perché Beshari Gurashi ha tutte le carte in regola per poter essere la nuova grande opera di Masanori  Rookies Morita.  


a presto

5 commenti:

  1. Bella recensione! Sto leggendo "Beshari" e sul discorso del mancato adattamento della parlata di Jun sono dell'idea che ci fosse ben poco da fare.

    Tradurre un dialetto non è un problema, anzi, ma la difficoltà sta nel fatto che alla fine tutte le soluzioni si rivelano poco soddisfacenti.

    Perché a mio parere si otterrebbe un doppio effetto: da una parte si rispetterebbe la scelta espressiva di Morita, ma dall’altro si creerebbe un collegamento illogico tra una vicenda che si svolge in Giappone e un dialetto della lingua di destinazione, supponiamo il romano o il napoletano, delle cui caratteristiche non tutti i lettori italiani sono consapevoli.

    Probabilmente la soluzione meno dolorosa è sostituire il Kansai con un linguaggio colloquiale. Purtroppo solo un giapponese può capire fino in fondo il background dei vari dialetti Kansai.

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  2. Ciao Hakata,
    ti ringrazio per i complimenti. :D
    Se non ricordo male in un volume di Ikigami ci fu una situazione analoga, con un anziano che parlava in originale un dialtto reso in un italiano particolare per dare l'idea di un diverso modo di parlare.
    Sicuramente è impossibile trasmettere fedelmente un accento straniero, mi sarebbe solo piaciuto magari che fosse studiata qualche opzione per dare almeno l'idea approsimativa che Jun parlasse in maniera diversa. Leggendo così il manga sembra che non ci siano minimamente differenze: quando i suoi compagni dicono "senti che accento" per noi ha parlato normalmente e un po' stona secondo me ;)

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  3. Complimenti d'obbligo!

    Tornando al Kansai-ben, sono d'accordissimo con te. Ma credo anche che sia dura escogitare una parlata storpiata: l'adattatore di turno dovrebbe fare l'acrobata per stare al passo, soprattutto in un manga del genere che a breve si inoltrerà sempre più nel Kansai-ben. Ed è uno dei motivi per cui ho accennato a soluzioni comunque poco soddisfacenti.

    Inoltre il problema sorge anche quando chi non è "madrelingua" Kansai deve cercare di parlarlo (i comici giapponesi al giorno d'oggi sono praticamente costretti a farlo).
    Prendi il caso di Agatsuma. Con lui sorgono altri paradossi: non è del Kansai, ma spesso ne imita la parlata.
    La frase "Imiti bene il dialetto Kansai" di Jun rivolta ad Agatsuma introduce un'ulteriore illogicità. Poiché bisognerebbe adattare la parlata del protagonista storpiando un dialetto già adattato, ed in pochi coglierebbero la sfumatura. Giapponesi esclusi, s'intende...

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  4. Ho aggiunto le modifiche dovo aver sentito la Ronin ;)
    In ogni caso immagino sia tata una bella gatta da pelare per chi ha tradotto e fatto l'adattamento ;)

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