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domenica 4 settembre 2011

I am a hero


Ciao a tutti,
oggi parliamo del primo manga pubblicato in Italia di Kengo Hanazawa; in Giappone è edito dalla Shogakukan sulla rivista Big Comic Spirits, a partire da giugno 2009 e l'ultimo volume uscito è il numero 6, a maggio 2011.
E' stato candidato alla terza e quarta edizione del Manga Taisho.
In Italia è edito da GP Publishing al prezzo di 5,90 €, 13X18, 240 pp a colori e b/n.
L'edizione è buona: carta molto bianca con qualche trasparenza, pagine a colori su carta lucida e una buona colorazione; volume robusto e flessibile. Sarebbe stata gradita, visto che è un esordiente in Italia, qualche nota sull'autore.

Hideo Suzuki

Veniamo alla trama: Hideo Suzuki è un trentacinquenne ricco di problemi, sia lavorativi che personali: vorrebbe essere un mangaka, ma fa ancora l'assistente e vive immerso nell'angoscia la sua relazione con la fidanzata, Tekko.
I rapporti con i suoi colleghi sono difficili e le delusioni lavorative dietro l'angolo: vorrebbe vedere una sua serie pubblicata, ma per ora deve riuscire solo ad accettare i risultati negativi.
In ogni caso si considera un eroe, convinto di poter sfondare e di essere qualcuno in questo mondo.
Tuttavia qualcosa di oscuro e inquietante, qualcosa capace di far apparire i problemi quotidiani di Hideo solo delle banalità, aleggia intorno a lui: cosciente o incosciente di tutto questo, forse dovrà mettere in pratica la sua voglia di essere un eroe. 


Se avete dei dubbi sulla trama e vi state chiedendo perché in internet si legge "horror" come genere, non vi preoccupate, questo primo albo è solo un piccolo assaggio, la quiete prima della tempesta, che già al termine del primo volume comincia a scatenarsi.
Suzuki viene caratterizzato in ogni singolo particolare, in ogni minimo dettaglio, da Hanazawa; più che per l'aspetto (tra l'altro la somiglianza tra Suzuki e il suo creatore è evidente) è lo straordinario realismo che trasmette il protagonista, ma anche tutti gli altri personaggi, a colpire il lettore.
Ogni sua debolezza, ogni sua fissazione, ogni suo atteggiamento è reale e disorienta il lettore all'inizio, perché sembra di leggere un semplice seinen psicologico, sulla vita difficile di un assistente; non fatevi ingannare, perché sin dalle prime pagine entrerete nella spirale di terrore che avvolge la vita di Suzuki e ne sarete trasportati, fino al punto di guardarvi intorno durante la lettura (consiglio alla sera, con luce sufficiente per leggere).


Per anni sono stato un grande appassionato di film horror e leggendo I am a Hero non ho potuto non ritrovare le atmosfere di Ju-on, meglio noto come The Grudge (versione giapponese mi raccomando).
Non so se l'autore abbia preso d'ispirazione il film di Takashi Shimizu, tuttavia la tensione trasmessa, dalle pagine al lettore, mi ha ricordato la stessa che provai quando guardai il film la prima volta.
Inquietante è l'aggettivo che meglio caratterizza quest'opera: vi basti guardare l'immagine qui sopra, per capire quello che intendo.
Quello che accade nella sua vita è reale? La domanda probabilmente è solo retorica, ma nei prossimi volumi avremo certamente ua visione sempre più chiara delle angosciose vicende di Hideo.
Tralasciando per un attimo la componente orrorifica dell'opera, ci tengo a sottolineare due aspetti che ho apprezzato particolarmente: in primo luogo quanto questo manga sia reale, in quanto racconta aspetti di vita quotidiana in maniera molto più accurata, dettagliata ma soprattutto coinvolgente di altri manga del genere slice of life.
In secondo luogo, anche se può sembrare che centri poco, grazie alla straordinaria capacità dell'autore di raccontare la vita di tutti i giorni si Suzuki, si percepisce cosa sia davvero la vita di un'assistente, non come altri manga che pur raccontando la vita dei mangaka, fanno apparire tutto troppo romanzato.


Passando allo stile grafico dell'opera, conforme alla trama, i personaggi sono disegnati con un grande realismo, attraverso un tratto semplice ma sempre pulito e dettagliato, conferendo una straordinaria espressività ai protagonisti, oltre a una vena di inquietudine classica del genere Horror.
Come detto prima questo manga è estremamente reale e così ci viene rappresentato: straordinaria cura per i particolari, come per gli sfondi ad esempio, o all'espressività e hai gesti dei protagonisti.
Ogni personaggio fa subito trasparire il suo carattere, anche grazie ai dialoghi che contribuiscono a caratterizzare soprattutto Suzuki, con le sue paranoie e le sue teorie sui manga e i mangaka.

Un primo numero di qualità eccezionale, quindi aspettiamoci ancor di più nei prossimi volumi, soprattutto se sarà mantenuto lo stile di questo primo volume, oltre a dare ancor più spazio allo stile Horror dell'opera.
Concludo sottolineando che I am a Hero è un manga molto maturo, dunque credo sia indicato a un pubblico maturo (è comunque un seinen), soprattutto per poter cogliere ogni sfumatura della trama, per quelli aspetti, soprattutto, che riguardano la vita di tutti i giorni di Hideo.




a presto

2 commenti:

  1. l'effetto moirè è devastante

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  2. E' vero, fortunatamente nel 4 si vede un miglioramento.

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